Genderbender

mercoledì, agosto 09, 2006

La puttana e la santa

Ho visto Romanzo criminale. Bel film. Peccato che un' analisi anche sommaria dei personaggi femminili metta in luce l' adesione ai più triti stereotipi: due le donne nella storia, la puttana e la santa. Non è certo il trionfo della fantasia.

Una prostituta di professione, alta alta, magra magra, mora, provocante, disinibita, ammaliatrice... Novella Eva, spetta a lei il compito di scoperchiare il proverbiale vaso di Pandora, compito che il mito affida sempre a una donna, che, vuoi per perfidia, per curiosità o stoltezza, rovescia le sorti degli uomini aprendo le porte al male. Seduce tutti quelli che le si avvicinano, tanto che anche il rappresentante del bene ci casca come un povero Adamo (perchè si sa che l'uomo, quando vede una in mutande, fosse anche l' essere più abbietto di questo mondo e dell' altro, non può fare a meno di infilarci l' uccello). Anche nel ruolo dell' imprenditrice di se stessa (e di altre poi) rimane relegata al polo passivo proprio dell' oggetto: "Adesso scopami bene". Tu: soggetto; Scopa: predicato verbale; Me, oggetto. (Me lo diceva la professoressa di latino, l' analisi logica prima di tutto.)

L'altra, la santa, la studentessa coi capelli color miele, una, che se il "Caravaggio l' avesse vista, l' avrebbe dipinta al posto della Madonna", nientemeno. Ingenua, simpatica, come si dice: acqua e sapone, lei che tossisce fumando le canne in questo mondo di cocainomani. Lui le chiede tre volte almeno se davvero è sicura di voler fare l' amore, perchè lei è il rovescio della puttana, e tanto sacro è il sesso con lei che l' occhio onnivoro della telecamera si ritrae e lo risparmia, a differenza di quanto fa al cospetto dei coiti dell' altra (anzi, tanto più questa si comporta da puttana, tanto meno la telecamera la risparmia; maledetto sia il sesso profano).

Tanto basta per far capire quanto siano bidimensionali le rappresentazioni del femminile, al cinema come nella letteratura degli uomini (ma spesso anche delle donne che si sono adeguate a questo sistema di cose). Va da se che anche le rappresentazioni del maschile sono sottoposte ad analoghe banalizzazioni, ma non in modo tanto plateale. Siamo abituati a passar sopra a tante cose, e a questa più che ad altre. Ma sarà innoquo tutto ciò?

9 Comments:

  • At 8:01 PM, Anonymous fio said…

    ..dove hai trovato romanzo criminale a berlino? [a meno che non fosse al cinema, nel qual caso la mia domanda non regge]

    secondo me siamo negli stessi posti da giorni, ma non lo sappiamo. ieri a un pezzo di ladyfest ho visto quella tipa con la maglietta "destroy patriarchy" che avevi commentato nel blog di ale e lupo, per dire.

     
  • At 12:04 AM, Blogger Rob said…

    Ciao fio, il blog è a due teste, io sono Rob ed ora mi trovo a berlino e l'altra è Si e ha appena visto Romanzo criminale. Anch'io gironzolo per la Ladyfest in questi giorni, sono appena tornata dal Film abend. Tu aiuti al K9 come dice lupo?

    Si, hai ragione è talmente imbarazzante quanto sono stereotipati i personaggi femminili in quel film! E' vero che di solito le narrazioni che si rifanno ad un genere ben strutturato e codificato(gialli, fantascienza, noir etc) risentono molto di più di altri della presenza di personaggi tipo (ed è per questo che li trovo molto interessanti) ma cio' non mi ha impedito di sentirmi un attimo male. Soprattutto nella scena in chiesa con il quadro della madonna. Mmmm. Ne' Eva ne' Maria, no? E cmq no, innoquo proprio per il cazzo.

     
  • At 10:58 AM, Blogger si said…

    fio, se rivedi la tipa strappale la maglietta che qua c' è gente disposta a pagare (!) per procurarsela!

    quanto ai film (libri/fumetti..) l' esempio più lampante potrebbe essere sin city dove TUTTE le donne sono puttane (ma certo ci sono esempi altrettanto chiari anche in senso opposto). lo so, è il genere che è fatto così, però non è una narrazione ingenua, porta avanti dei significati.

    e molte persone che conosco sono disposte a scandalizzarsi se in un film rappresentano, che so, tutti i neri come (innatamente) criminali o servi (disney docet), ma un film dove le donne sono tutte puttane (o sante) non fa loro nessunissimo effetto...

     
  • At 4:51 PM, Anonymous fio aus berlin said…

    facciamo così, se la rivedo le strappo la maglietta e te la porto, e mi tengo lei in cambio. deal?

    :)
    lavoravo in una galleria, non esattamente al k9. plausibilmente continueremo ad essere negli stessi posti in questi giorni, se mi riconosci batti un colpo.

     
  • At 7:09 PM, Blogger si said…

    per me va bene, se riesci a spiegarlo a lei... tu rob invece se riesci a comprarla una maglietta così, poi pago! spillette pure. ora che son tornata mi pento delle spese non fatte!

     
  • At 11:37 PM, Blogger Rob said…

    Operazione spillette compiuta con successo. Ringraziamo le ragazze polacche che pensano a noi :)

     
  • At 5:37 PM, Anonymous Anonimo said…

    Mi pare che comprare magliette spillette o altra paccottaglia pseudo-militante con gli slogan "più cool" da ostentare a tutti equivalga a spettacolarizzare un pensiero, una "lotta", renderlo merce (della quale fra l'altro se ne può fare volentieri a meno), anzi merchandising.
    Maglietta con scritte "femministe" capelli corti et voilà il look riot è fatto, ottimo per M-Tv!
    Volendo c'è quello con la maglietta di Che Guevara o con l'A cerchiata, l'estetica del ribellismo da ostentare col vicino di casa.

     
  • At 5:28 PM, Blogger Rob said…

    Prima di tutto vendere spillette, magliette, oggetti vari ha spesso come scopo primario quello di supporatare economicamente un gruppo o un evento come può essere la ladyfest che costa soldi. Secondo, ha anche l'effetto di diffondere certe questioni per quanto in modo superficiale oppure alle volte banale attraverso un sintetico slogan o simbolo.
    Terzo in modo più o meno consapevole o volontario l'estetica di una persona, il modo di vestire, di addobbarsi comunica un messaggio identitario e di appartenenza, qunado nell'atto di ricezione le persone utilizzano inevitabilmente degli schemi mentali per categorizzare l'altro. Trovo ridicolo credere che si possa davvero vestirsi in modo neutrale e privo di significati, anche perchè l'impatto che può avere una tipologia di estetica anche la più apparentemente inosservata cambia molto, moltissimo in un diverso contesto. Da parte mia, non voglio di certo fare la rivoluzione attraverso una spilletta, o attraverso la mia estetica- penso che sia semplicemente un canale comunicativo attraverso cui esprimermi e con cui giocare anche. Che poi il mio vicino noti e si senta toccato dal mio taglio di capelli corto, ti dirò un poco mi irrita anche, ma non me li faccio crescere di certo per farlo sentire più a suo agio. Ciao.

     
  • At 10:40 PM, Blogger si said…

    odio gli "alternativi". detto questo, mi sembra un discorso tipo: mi si nota di più se non vengo o se vengo e resto in disparte?
    voglio dire, non si può credere che la propria estetica non sia mezzo di comunicazione, quindi tanto vale renderla parlante, meglio se i soldi spesi (molto pochi in questi casi) supportano qualcosa di valido. non è un po' così anche quando si compra una maglietta di un piccolo gruppo dopo il concerto? poi se noi stiamo qua a scrivere sto blog vorrà dire che delle spillette non ci accontentiamo, no?!?

     

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