Nota personale.
Ieri sono sbarcata a berlino. Il sorriso demente mi si è allargato progressivamente nel corso della strada che mi ha riportato a Neukoelln- quartiere ad alto tasso di immigrazione turcoaraba dove ho abitato l'anno scorso. Per qualche giorno sarò a casa da sola perchè chi mi ospita è in vacanza. Anna, che abita al piano di sopra mi ha aperto la casa. E' strano essere qui, tutto è perfettamente uguale, ho l'impressione di essere stata via solo qualche scomodo giorno e di essere finalmente ritornata a casa. Sorrido, su una faccia stanca da un paio di mesi che sono sembrati secoli e incontro la faccia tirata di Anna, anche lei sembra stanca anche se mi risponde che sta bene. Poi, poggiati i culi sul divano scopro divertita che tanto quanto io sento la necessità di staccarmi dalla mia città d'origine, dalla dimensione stretta di paese, dall'Italia, lei è stanca della grande città, nonstante gli stimoli, e di certi ambienti antifa e antisessisti, nonstante le appartengano. Pensa di ritornare ad Amburgo dove è cresciuta, oppure di andare all'estero, in Italia, mi dice. E' stufa della Germania. Mi viene un pò da ridere e le propongo uno scambio, io a berlino lei a vittorio veneto,
- no no figurati non vorrei andare in veneto. Lo so, tutti i miei amici italiani me ne parlano male, ma sono attratta da certe tipologie di comportamento che in Germania non ci sono, anche se so che per ognuno di esse c'e' il lato negativo quanto quello positivo.
Io vorrei chiarire questo punto. Ho passato gran parte dell'anno scorso a difendere Berlino da tedeschi con tendenze antideutsch, che di contro difendevano l'Italia dai miei severi giudizi. Abbastanza buffo tutto sommato. Credo che se dovessi vivere abbastanza a lungo a berlino supererei la fase di straniamento affascinato e sicuramente ne vedrei bene anche i difetti-già li scorgo ora- ma la cosa che renderà sempre differente il mio approccio critico nei confronti della mia nazione d'origine rispetto a qualunque altro posto è che su quel luogo geografico politico e culturale mi sono formata come individuo e mi approccierò sempre emotivamente, sentendomi presa in causa in prima persona. Tutto sommato, approvo che Anna abbia voglia di trasferirsi in Italia, sicuramente lei non starebbe male come ci sto io di fronte a certa merda, tanto quanto io riesco a convivere tranquillamente con l'aborrente germanicità.
- no no figurati non vorrei andare in veneto. Lo so, tutti i miei amici italiani me ne parlano male, ma sono attratta da certe tipologie di comportamento che in Germania non ci sono, anche se so che per ognuno di esse c'e' il lato negativo quanto quello positivo.
Io vorrei chiarire questo punto. Ho passato gran parte dell'anno scorso a difendere Berlino da tedeschi con tendenze antideutsch, che di contro difendevano l'Italia dai miei severi giudizi. Abbastanza buffo tutto sommato. Credo che se dovessi vivere abbastanza a lungo a berlino supererei la fase di straniamento affascinato e sicuramente ne vedrei bene anche i difetti-già li scorgo ora- ma la cosa che renderà sempre differente il mio approccio critico nei confronti della mia nazione d'origine rispetto a qualunque altro posto è che su quel luogo geografico politico e culturale mi sono formata come individuo e mi approccierò sempre emotivamente, sentendomi presa in causa in prima persona. Tutto sommato, approvo che Anna abbia voglia di trasferirsi in Italia, sicuramente lei non starebbe male come ci sto io di fronte a certa merda, tanto quanto io riesco a convivere tranquillamente con l'aborrente germanicità.


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